L’originale immaginario artistico di Francesca Curi

Oro e blu.

Uccelli.

Colori caldi dal profumo orientale.

Linee morbide.

Finestra. Spazio sul mondo fuori.

Altrove.

Sono questi gli elementi caratteristici delle opere di Francesca Curi, che vanno ad assumere il ruolo di protagonisti nella mostra “Gli uccelli del Paradiso.”

Davanti ai suoi quadri la mia attenzione è stata catturata d’impatto dal colore oro scelto per lo sfondo, che trasmette un senso di qualcosa di magico che accade, si mostra e nello stesso tempo è custodito. Su questo sfondo si aprono i rami spogli o impreziositi da foglie che spesso hanno delle decorazioni orientali, ai quali sono legati piccoli aquiloni o paracaduti.

Altri particolari aggiunti sono cuscini, conchiglie e uova azzurre nel nido, tutti oggetti che l’artista riprende dalla quotidianità e li colloca nel suo mondo pittorico.

E poi la finestra, elemento di apertura sul mondo, su una Firenze alla quale lei è legata, cieli notturni e profili montuosi o marini invasi da un blu notte tendente a sfumature più chiare. La finestra può essere quella più comune oppure la forma di un oblò o riprendere le linee dell’architettura orientale.

Ho avuto modo di conoscere e parlare con Francesca, una persona che trasmette grazia e semplicità, qualità che inevitabilmente si riflettono nelle sue creazioni.

Lei stessa ha detto che, prima di dedicarsi a opere con gli uccelli come protagonisti, ha dipinto e sperimentato tanto altro, ma solo ora ho capito quello che le piace davvero.Gli uccelli, ha notato, erano spesso presenti comunque nei suoi quadri. Ora è diventata una vera passione, per la quale fa ricerche e si documenta, così da poterli ritrarre nel modo più preciso, con i colori che li distinguono.

Il suo preferito? Il piccolo e simpatico Pettirosso!

L’intento di Francesca è quello di ricreare un momento particolare, prezioso e da qui la scelta dell’opposizione oro-blu che ravviva tutte le altre tinte accostate e rimanda a chi osserva sensazioni leggere e delicate.

Spiritualità e contemporaneità.

Incantesimo e poesia.

Luminosità e armonia cromatica.

E’ davvero facile farsi coinvolgere dai mondi quasi onirici di questa mostra, la consiglio a tutti coloro che ne avranno occasione e ricordo che fino al 29 luglio 2012 la pittrice abruzzese espone le opere nel centro storico di Fara F. Petri (CH). Un momento in cui poter anche apprezzare le bellezze del borgo medioevale alle porte del Parco Nazionale della Majella.

Cenni biografici su Francesca Curi:

Pittrice, acquerellista e scultrice, Francesca Curi, vive e lavora a Fara Filiorum Petri. Nata a Chieti nel 1977, dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Pescara, si diplom all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel capoluogo toscano si formata come decoratrice e ha acquisito un bagaglio di tecniche che vanno a completare e trasformare la sua produzione artistica; approfondisce le teciche pittoriche, il disegno dal vero, la ritrattistica. Apprende tecniche di lavorazione del bronzo e gli antichi metodi di incisione a cui si dedica con passione, per tanto si può definire un’artista completa. È vicepresidente dell’associazione culturale TA (Tutt’Arte). Inizia a esporre nel 1996, allorché partecipa alla mostra Frutti dai giardini dell’ego, tenutasi al Chiostro ex Manifattura Tabacchi di Città Sant’Angelo. Prime due personali a Firenze nel 2000 (Nabucco Club e Shot). Nel 2006 personale insieme a Nunzio Di Placido, artista sulmontino, alla Bottega d’Arte di Chieti ed altra personale a Fara Filiorum Petri, reiterata anche l’anno successivo. Ha esposto in collettive in spazi pubblici di prestigio come il Chiostro San Marco a Firenze, l’Accademia di Belle Arti sempre a Firenze, Camera di Commercio di Chieti, Museo Vittoria Colonna di Pescara e Teatro Fenaroli di Lanciano Castello De Petris Fragianni di Castiglione a Casauria.