Il sapore del mare di ottobre

Ottobre è un mese a metà, un mese che vicino a settembre segna la fine dell’estate e ci ricorda che siamo in autunno. Ottobre è un mese che contiene le sensazioni dell’inizio, di quell’inizio nuovo spinto da aspettative sopite e alle quali a volte poco si dà attenzione. Ottobre è il mese che ti fa accorgere che tra poco sarà novembre e da lì il pensiero alla fine dell’anno arriva in un attimo.

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Ad ottobre il mare davanti a me si riappropria della sua essenza, non è più disturbato dalla folla, ma libero e autentico. Come l’anima di chi scorgo passare sul bagnasciuga, di chi si spoglia pian piano della confusione creata dall’estate, di quell’euforia naturale che lascia sempre dentro un piccolo angolo di nostalgia e ricordi.

Ma se l’estate è evasione, libertà senza regole e dubbi tenuti a bada, l’autunno riporta alla realtà, alla concretezza. Il bisogno di qualcosa di reale e tangibile si fa sentire di nuovo, torna a galla. Torna a galla fra le onde del mare, fra il vento sulla pelle del viso, tra i capelli scompigliati. Torna a galla in uno sguardo che non prenda in giro.

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Ad ottobre si fa la conta, si nota cosa resta e cosa è sparito. Chi è rimasto e chi ci ha lasciati. Tra quello che il mare ha ingoiato e quello che ha ridato. Come il mare restituisce qualcosa di sé lasciandolo sulla sabbia, così nella nostra vita sotto i raggi più deboli del sole di ottobre, non tutto ciò che durante i mesi passati avevamo accumulato resta visibile. Nelle tasche è tempo di mettere una novità. Una novità che non sia effimera, che riscaldi come il calore del focolare o delle castagne che scottano in mano. Una novità che ci conduca alla fine dell’anno, che abbia il colore rosso e arancio con sfumature marroni simili a quelle delle foglie che cadono. Quelle foglie non sono ancora morte, sono ciò che resta della vita dell’albero, segno esplicito del cerchio della vita, nel punto di passaggio del ricominciare.

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Europ Assistance Italia: l’imprevisto è come un sottomarino a Milano

Era da un po’ di tempo che scorgendo l’orizzonte la mia attenzione non era stata attratta da una campagna ambient. Poi, ecco un sottomarino, di quelli che dallo scoglio si possono scovare negli abissi del mare, negli oceani reali e in quelli immaginari di storie lontane. Ecco un sottomarino sbucare, ieri mattina, non al largo verso l’orizzonte ma dall’asfalto, emergere su una strada, travolgere due auto e suscitare la curiosità dei passanti in via dei Mercati a Milano.

Video, riprese con i cellulari, ricerca di informazioni… cosa stava succedendo? Intanto dal sottomarino uscivano i membri dell’equipaggio…

MILANO

Una scena sorprendente, accattivante come se fosse quella di un film. Forse, si trattava di riprese cinematografiche? No, ma di un’azione di ambient marketing ideata e attuata per Europ Assistance Italia, una compagnia di assicurazioni intenta a lanciare Life Park: un protection store in cui trovare servizi di protezione, potendo contare sull’offerta congiunta di Genertel ed Europ Assistance.

Il video dell’evento ha fatto il giro del web, su Twitter i cinguettii sull’argomento si sono espressi tramite l’hashtag #L1F3 ed è stato creato anche un sito dedicato in cui sono costantemente aggiornati foto, news e commenti.

La campagna gioca sul fatto che tutto può succedere… anche che un sottomarino alle 8:00 di mattina te lo ritrovi per strada a Milano. Tutto può succedere, come il fatto che l’imprevisto nella vita non puoi controllarlo, gestirlo e per questo nella quotidianità è importante proteggersi. Per questo, Europe Assistance Italia è vicino a te, vicino a te passante invitato a ricordarti del valore della sicurezza.

L’imprevisto della quotidianità. L’imprevisto come l’azione guerrilla. Un parallelismo in cui tale elemento assume un ruolo strategico, fornendo l’occasione per lo sviluppo  di nuove strategie e mezzi. Il processo ha una buona riuscita proprio nell’attivazione dell’esperienza e della narrazione virale: i passanti, potenziali clienti, sono entrati attivamente a far parte della “messa in scena” come osservatori sorpresi e “soggetti narranti”.

In conclusione una curiosità: non si tratta del primo sottomarino usato per un’azione di marketing, infatti già nel 1997 la Kraft realizzò un ambient simile in Svezia per la promozione del Gevalia Coffe mentre lo scorso gennaio, un sottomarino era al centro di un’istallazione fuori da un centro commerciale in occasione dell’uscita di “The Americans”.

Occhio dunque, ci sono sottomarini sotto i nostri piedi!