Calore

Calore sulla pelle, bagnata e assolata.

Calore sul viso illuminato.

Calore negli occhi accesi di stupore.

La sorpresa scalda, incendia. Il fuoo dell’emozione inaspettata. Il bracere che ha bisogno di altro calore.

I raggi che battono sull’anima bianca, sbiadita e lontana. 

L’abbraccio che stringe, diffonde un brivido caldo lungo la schiena. Calore è bacio. Appassionato.  

Speranza, luce e buio. Il calore della notte, quello più tiepido del sogno e quello soffocande dell’incubo.

La terra surriscaldata, le foglie bruciate, i respiri lenti.

Calore della battaglia, sul campo e sulla strada della vita.

Fiamma di chi vuole. Fiamme rosse nello sguardo di chi vince. Sconfitta che scotta.

Il vento scompiglia i capelli e le idee. I pensieri dell’estate sospesi, attaccati con ganci al cielo.

Una barca che prende il largo, dopo l’attesa di una promessa non mantenuta. Il viaggio in solitaria. Calore della partenza, calore del ritorno. Lacrime calde e salate sotto le lenti scure, per nulla intenzionate a nascondersi agli occhi degli altri naufraghi.

Calore della scoperta per deserti afosi e foreste ghiacciate.

Calore sopito, messo a tacere.

Calore della neve immensa, lenta, continua. Calore della carezza fatta a se stessi.

Calore. Centro energico vitale della pura essenza.

 

L’originale immaginario artistico di Francesca Curi

Oro e blu.

Uccelli.

Colori caldi dal profumo orientale.

Linee morbide.

Finestra. Spazio sul mondo fuori.

Altrove.

Sono questi gli elementi caratteristici delle opere di Francesca Curi, che vanno ad assumere il ruolo di protagonisti nella mostra “Gli uccelli del Paradiso.”

Davanti ai suoi quadri la mia attenzione è stata catturata d’impatto dal colore oro scelto per lo sfondo, che trasmette un senso di qualcosa di magico che accade, si mostra e nello stesso tempo è custodito. Su questo sfondo si aprono i rami spogli o impreziositi da foglie che spesso hanno delle decorazioni orientali, ai quali sono legati piccoli aquiloni o paracaduti.

Altri particolari aggiunti sono cuscini, conchiglie e uova azzurre nel nido, tutti oggetti che l’artista riprende dalla quotidianità e li colloca nel suo mondo pittorico.

E poi la finestra, elemento di apertura sul mondo, su una Firenze alla quale lei è legata, cieli notturni e profili montuosi o marini invasi da un blu notte tendente a sfumature più chiare. La finestra può essere quella più comune oppure la forma di un oblò o riprendere le linee dell’architettura orientale.

Ho avuto modo di conoscere e parlare con Francesca, una persona che trasmette grazia e semplicità, qualità che inevitabilmente si riflettono nelle sue creazioni.

Lei stessa ha detto che, prima di dedicarsi a opere con gli uccelli come protagonisti, ha dipinto e sperimentato tanto altro, ma solo ora ho capito quello che le piace davvero.Gli uccelli, ha notato, erano spesso presenti comunque nei suoi quadri. Ora è diventata una vera passione, per la quale fa ricerche e si documenta, così da poterli ritrarre nel modo più preciso, con i colori che li distinguono.

Il suo preferito? Il piccolo e simpatico Pettirosso!

L’intento di Francesca è quello di ricreare un momento particolare, prezioso e da qui la scelta dell’opposizione oro-blu che ravviva tutte le altre tinte accostate e rimanda a chi osserva sensazioni leggere e delicate.

Spiritualità e contemporaneità.

Incantesimo e poesia.

Luminosità e armonia cromatica.

E’ davvero facile farsi coinvolgere dai mondi quasi onirici di questa mostra, la consiglio a tutti coloro che ne avranno occasione e ricordo che fino al 29 luglio 2012 la pittrice abruzzese espone le opere nel centro storico di Fara F. Petri (CH). Un momento in cui poter anche apprezzare le bellezze del borgo medioevale alle porte del Parco Nazionale della Majella.

Cenni biografici su Francesca Curi:

Pittrice, acquerellista e scultrice, Francesca Curi, vive e lavora a Fara Filiorum Petri. Nata a Chieti nel 1977, dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Pescara, si diplom all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel capoluogo toscano si formata come decoratrice e ha acquisito un bagaglio di tecniche che vanno a completare e trasformare la sua produzione artistica; approfondisce le teciche pittoriche, il disegno dal vero, la ritrattistica. Apprende tecniche di lavorazione del bronzo e gli antichi metodi di incisione a cui si dedica con passione, per tanto si può definire un’artista completa. È vicepresidente dell’associazione culturale TA (Tutt’Arte). Inizia a esporre nel 1996, allorché partecipa alla mostra Frutti dai giardini dell’ego, tenutasi al Chiostro ex Manifattura Tabacchi di Città Sant’Angelo. Prime due personali a Firenze nel 2000 (Nabucco Club e Shot). Nel 2006 personale insieme a Nunzio Di Placido, artista sulmontino, alla Bottega d’Arte di Chieti ed altra personale a Fara Filiorum Petri, reiterata anche l’anno successivo. Ha esposto in collettive in spazi pubblici di prestigio come il Chiostro San Marco a Firenze, l’Accademia di Belle Arti sempre a Firenze, Camera di Commercio di Chieti, Museo Vittoria Colonna di Pescara e Teatro Fenaroli di Lanciano Castello De Petris Fragianni di Castiglione a Casauria.

British Airways: un outdoor advertising dà il benvenuto per le Olimpiadi

Le Olimpiadi di Londra sono ai nastri di partenza e varie sono le iniziative di comunicazione intraprese dai brand più importanti per l’occasione.

Un esempio è l’iniziativa pubblicitaria della British Airways che ha scelto come testimonial campionessa europea di pentathlon Jessica Ennis.

Su un prato nelle vicinanze dell’aeroporto di Heathrow, è stato realizzato un dipinto 52 X 75 dell’atleta che dà il benvenuto per le Olimpiadi. L’outdoor advertising accoglierà visitatori e atleti già dal momento in cui saranno prossimi all’atterraggio sulla capitale a cinque cerchi.

Questa forma pubblicitaria può contare sul fatto di l’essere fruita “on the go”, mentre si fa altro e non è destinata ad un utente che volontariamente utilizza il mezzo di comunicazione. La sua efficacia poggia su un’alta visibilità e sulla creatività con l’uso di colori e uno spazio adatto alle esigenze del brand.

La British Airways inoltre, ha reso noto che rimborserà parzialmente i suoi clienti se l’atleta inglese riuscirà a salire sul podio: dal momento del volo, per tutta l’esperienza olimpica, chi avrà viaggiato con questa compagnia aerea si sentirà legato al brand e tifoso dell’atleta già annoverata tra i favoriti.

Tower Bridge ora è Green

Due torri con le guglie, una passerella di collegamento sulle acque del Tamigi e uno dei più particolari scenari di Londra, fanno diella Tower Bridge il ponte più famoso d’Europa. Simbolo della capitale londinese, non poteva che essere oggetto di attenzione in occasione delle Olimpiadi 2012.

Ci sono voluti sei mesi di lavoro per realizzare il nuovo sistema di illuminazione che è stato lanciato per le celebrazioni del Queen Elisabeth Diamond Jubilee, valorizzando le sue caratteristiche architettoniche di età vittoriana e creando uno innovativo spettacolo di luci. Con il nuovo sistema sponsorizzato da General Electric e EDF, due dei maggiori produttori mondiali di elettricità, le autorità inglesi non solo hanno dato nuova luce al monumento, ma soprattutto, hanno optato per una scelta volta a ridurre i consumi energetici: le luci statiche sono state sostituite con dispositivi al Led che possono variare d’intensità e colore e garantire un risparmio energetico del 40%. Questa operazione permetterà di istallare sul ponte dei grandi cerchi olimpici e continuerà a fare di Tower Bridge uno dei protagonisti della capitale inglese per i prossimi 25 anni.

Londra ha scelto il green, ci dimostrato quanto marketing e sostegno all’ambiente possano funzionare. Essere ecologici premia, di fronte a un mercato ormai cambiato, a consumatori consapevoli, attenti e più esigenti, optare per la sostenibilità è una scelta etica ma anche efficace per contenere i costi.

Essere green è un imperativo condiviso a tutti i livelli.

Sarebbe un bel traguardo vedere anche altri famosi monumenti europei green!

L’inno inglese lo intonano nove MINI

Anche nove MINI sono scese in campo per tifare i loro atleti inglesi alle Olimpiadi.

Il marchio inglese della famosa casa automobilistica ha proposto un originalissimo spot. con protagoniste nove Mini: sotto i riflettori che si accendono su di loro, come sull’importante evento sportivo, i componenti della celebre London Philharmonich orchestra intonano i clacson riproducendo l’inno del Regno Unito, dando vita ad una performance davvero originale.

Lo spot è stato diffuso sul web, con un forte potenziale virale, rappresenta una eccezionale iniziativa di marketing che la fa distinguere tra tutte le pubblicità a tema in occasione dell’atteso evento sportivo.  

 

P&G omaggia le mamme in occasione delle Olimpiadi

Sguardi appassionati delle mamme, piccoli atleti che crescono ed auto che suonano l’inno inglese sono le immagini protagoniste degli spot firmati Procter and Gable (partner globale dei giochi Olimpici) legati al tema del ormai prossimo evento sportivo.

In Best job (http://www.youtube.com/watch?v=soCZcHAfP1Q&feature=endscreen&NR=1 )sulle note di Divenire di Ludovico Einaudi che danno il tocco più emozionante allo spot, è raccontata la storia di quattro giovanissimi atleti: un brasiliano, un inglese, un’americana e un cinese e dei loro sacrifici per conquistare l’oro olimpico e dietro tutto questo percorso, gli sforzi,le rinnce e le lacrime ci sono stati e ci sono gli occhi e i sorrisi delle loro mamme. The hardest job in the world, is the best job in the world. Thank you mom‘: il claim finale è rivolto proprio a ringraziare la persona che li ha portati fino alle Olimpiadi, come a sostegno di tutte le mamme del mondo.

Nel successivo Kids ( http://www.youtube.com/watch?v=kHofDLNtkv0 )

è sempre la prospettiva delle mamme ad essere presa in considerazione. Il video mostra sette diversi momenti olimpici nei quali appaiono bambini provenienti da 16 Paesi diversi, così come sono visti attraverso gli occhi delle loro mamme.

Entrambi questi spot percorrono lo stesso filo conduttore della campagna “Grazie di cuore, mamma” , alla riscoperta dei valori dello sport.

Emozione, storia e cuore sono glli elementi che fanno di questi spot delle vere e proprie esperienze, che coinvolgono sportivi e non, perché quelle aspirazioni, quell’abbraccio tra madre e figlia, quelle speranze sono le stesse di tutti noi.

Il marketing esperienziale punta proprio a questo, a renderci partecipi di quello che in fondo è il riflesso delle nostre stesse vite, attraverso uno specchio che di volta in volta può essere fatto di, rumori, odori ed immagini.

Pioggia e caffè

Ecco cosa c’è oggi oltre…la mia finestra

Piove, piove, piove.

 L’acqua scende fitta, a raffica come una corsa in un campo di grano, come una cascata nel bosco…Le gocce cadono sulla terra che si rigenera, acquista nuovi profumi e colori…

Piove.                                     

Piove e l’estate sembra un ricordo, quello dell’altro giorno.

Piove e l’autunno sembra tornato in un attimo, accarezzando i ricordi della scorsa stagione, aprendo le porte alle nuove attese.

 L’acqua ha forza, si era annunciata con le nubi scure, rendendo opaco il cielo.

Scrosciare.

 Arietta gelida che entra in stanza, senso di calore in bocca. Amaro del caffè.

Piove e dentro è uno scendere cocente, nero.

Senza zucchero, come sempre.

 Piove, piove, piove…

 Il liquido dà sapore, risveglia, seduce il gusto.

 Pioggia di luglio che ferma. Passa le mani intorno al collo, avvolge, strige al di là del freddo che scende lungo la schiena.

 Piove.

Silenzio

Le onde si muovono, si rincorrono, trascinano conchiglie e sabbia.

Le persone corrono, raggiungono il limite, cadono, si raccolgono, restano sospese.

Ci sono momenti in cui il rumore delle onde è quasi impercettibile. Ci sono momenti in cui la vita procede nel silenzio.

Silenzioso è il passo di chi ha cors senza arrivare. Silenzioso è il respiro di chi ce l’ha fatta.

Silenzioso è l’incontro delle labbra. Silenzioso è l’incrociarsi degli sguardi.

Silenzioso è il rimorso. Silenzioso è il rancore.

Il silenzio domina l’attesa, accarezza il volto di chi è sorpreso, sfiora quello di chi è deluso.

L’inaspettato accade nel silenzio.

Davanti all’infinito del mare, il pensiero va al ricordo, a quelle immagini e profumi di ciò che è stato e all’idea di ciò che poteva essere. A volte si vorrebbe un finale che sfoci nell’esplosione di emozioni, anche di rabbia, urla ma non nell’assenza. Non nel silenzio.

Il silenzio logora. Il silenzio spegne. Quello stesso silenzio che dice più delle parole, che abbraccia, che scalda.

Le onde continueranno ad alternarsi tra loro, tra mille sfumature sonore dalla superficie di luce alla profondità più buia. Le persone si troveranno e si perderanno sempre tra il silenzioso fluire e l’accartocciarsi delle sensazioni.

Uno street art per “Il cavaliere oscuro-Il ritorno”

I luoghi della quotidianeità sono diventati media interattivi in contatto con le persone, una dimensione aperta alle conversazioni con i consumatori. Ogni luogo ha un’identità che va oltre i limiti fisici, è qualcosa di vivo e vissuto, ricco di valori emozionali. Il luogo comunica e la sua funzione sociale è cambiata perchè è cambiata la natura delle persone che la utilizzano.

Soprattutto, i luoghi urbani accolgono i linguaggi del commercio, degli eventi e molteplici forme di esperienze. Spettacolarizzazione e “città vetrina” sono concetti che ritroviamo in vari esempi di campagne di comunicazione non convenzionale.

In questi giorni si sta facendo notare l’operazione di marketing ambientale attuata a Madrid per l’uscita nelle sale iberiche de “Il cavaliere oscuro- Il ritorno”, capitolo conclusivo della trilogia batmaniana firmata da Christopher Nolan.

E’ un cratere profondissimo, spettacolare e assai vicino alla realtà, quello dipinto dallo street artist che sul fondale ha realizzato la sagoma di Batman.

L’immagine rende omaggio al film, cattura l’attenzione dei passanti e per un momento, immerge in uno spazio di Gotham City. Li rende protagonisti. La loro emozione è ciò che più di ogni altra cosa fisserà in loro il ricordo: meccanismo semplice ed efficace.

Stupire. Meravigliare. Coinvolgere.

Le emozioni sono l’anima di una riproduzione cinematografica, come lo saranno per “Il Cavaliere oscuro- Il ritorno”, così come lo sono per la pubblicità. Questa street art è un’operazione di successo proprio perchè fa leva sull’esperienza e i luoghi, gli elementi principali della nostra vita.

Art on Track: l’arte fuori dai luoghi comuni

Piante, fiori colorati ed erbetta, uno scenario green che accoglie le persone lontano dai luoghi urbanizzati: no, non è un parco o il paradiso terrestre, ma un giardino allestito proprio in uno dei simboli della grande città, la metropolitana.

Si tratta di una delle idee per il progetto Art on Track, in passato un altro lavoro aveva fatto diventare i valgoni dei “cinema mobili”. 

Chicago accogli da sempre con entusiasmo questa iniziativa, in fondo è la città per eccellenza degli spazi alternativi, in cui in tanti possono esporre le loro opere in luoghi non convenzionali.

Art on Track è un’occasione in più per performance e istallazioni: i vagoni della metropolitana diventano “spazi per l’arte”, che gli artisti possono allestire secondo svariate interpretazioni. Si vive un’esperienza unica, che tocca i sensi e influenza l’umore; l’arte non è preclusa a nessuno e tutti ne sono coinvolti.

Art on Track è sicuramente un curioso e accattivante esempio di marketing non convenzionale, segue una linea green e reinterpreta i luoghi della quotidianeità.